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Come comunicare il tatto e l’odore nel digitale

  • Immagine del redattore: Monica Rivas
    Monica Rivas
  • 10 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Comunicare il tatto e l’odore nel digitale

La settimana scorsa sono andata a trovare Gaby Fontana nella sua boutique di lana, Yarn Shop.


Entrare nel suo negozio è come fare un viaggio in un mondo di odori e sensazioni nuove, intense e avvolgenti.


Tornata a casa, ho iniziato subito a lavorare la lana che avevo acquistato: punto dopo punto, mi sono lasciata conquistare dalla dolcezza del filo e da quel profumo inconfondibile di incenso e lana grezza.


Quella esperienza mi ha fatto riflettere su una domanda:

quanto del tatto e dell’odore possiamo comunicare attraverso il digitale?

Dove arriva la tecnologia


Il digitale riesce a trasmettere dettagli visivi e sonori.


Con un po’ di pratica si può imparare a valorizzare ogni colore, a scegliere la luce giusta, o persino a creare ambienti sonori che coinvolgano chi guarda.


Alcuni laboratori stanno sperimentando soluzioni più avanzate: patch sensoriali e capsule olfattive in grado di rilasciare profumi a comando.


Eppure, se non ne avete mai sentito parlare… c’è un motivo: la tecnologia, per ora, non può sostituire l’esperienza diretta dei sensi.


Impossibili da vedere, ma percepibili


Il tatto è un senso fondamentale, soprattutto quando si parla di artigianato.


È difficile capire come reagirà la pelle alla lana merino di un pullover, o se l’odore di una decorazione in legno di pino invaderà la stanza.


Attraverso alcune strategie di comunicazione, possiamo evocare queste sensazioni anche online.


1. Usa l’analogia: “è come…”


Fai leva sul vocabolario comune degli odori e del tatto.Tutti riconosciamo il profumo del risotto, della lavanda, del basilico, o quello del fuoco, della legna e dell’erba appena tagliata.


Richiamare questi riferimenti condivisi aiuta chi legge a ricostruire mentalmente l’esperienza sensoriale del tuo prodotto.


2. Descrivi con gli aggettivi giusti


Morbido, acre, dolce, ispido, ruvido.

Non aver paura di usare parole tattili e olfattive: danno vita a ciò che le immagini non possono mostrare.


Attenzione però all’equilibrio — troppi dettagli possono confondere, pochi rischiano di lasciare indifferenti.


3. Mostra il dettaglio


Se vuoi far percepire la consistenza del velluto che hai usato per la tua ultima creazione, scatta una foto ravvicinata.


Chi guarda immaginerà la sensazione al tatto, attingendo ai propri ricordi e alle proprie esperienze con quel materiale.


4. Educa il tuo pubblico


Mostra la qualità del tuo prodotto e racconta la tecnica che c’è dietro.


Spiega, per esempio, perché i tuoi mobili non hanno odore di lacca, o perché la tua lana mantiene il suo profumo naturale.


Puoi anche confrontare il tuo metodo con quello industriale, se pensi che aiuti a comprendere meglio il valore del tuo lavoro.


Infine, invita a toccare con mano


Se un cliente è indeciso, invitalo a un incontro dal vivo.


In negozio, in atelier, a un mercato o davanti a un caffè: l’esperienza diretta è insostituibile.


Il digitale può accendere la curiosità e preparare il terreno, ma sono i sensi — il tatto, l’odore, la temperatura delle mani — a costruire la fiducia.


Conclusione


Comunicare il tatto e l’odore nel digitale non significa replicarli, ma suggerirli.


E nel suggerimento, spesso, nasce la parte più autentica della relazione tra brand e persone.

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